Se telefonando

S di STILE…”JACQUELINE KENNEDY”

Seguir la moda, non di rado con pedissequo ossequio, è una delle mode più diffuse, poco dispendio di fantasia e resa discreta assicurata.
Dettar tendenze è altro discorso, terreno meno battuto e maggiormente esposto a rischi.
Elevarsi, poi, al rango di icona incontrastata di stile, ben diverso ancora e rarissimo. D’altronde è cosa risaputa, fuori dal gregge o dal coro in pochi s’avventurano.
In passato, il fiuto canino di autorevoli maisons ha saputo creare l’oggetto dei desideri curandone l’intera scenografia ineccepibilmente: a Jane la Birkin, a Grace la Kelly, alla Deneuve le Vivier, alla Hepburne tubini e ballerine. Nulla fiaccamente casuale, si siglava una sorta di “do ut des” perpetuo nei secoli; la promessa mantenuta di un articolo esclusivo, a te consacrato, in cambio della tua preziosa notorietà. Scelte per la loro indiscussa bellezza, alcune pure dotate di quel carisma che non guasta. Schiere di comuni mortali a guardarle col naso all’insù e la voglia matta di imitarle.
Più di tutte, non c’è storia, poté lei, Jacqueline Kennedy. Differenziandosi e non prestandosi ad alcun inutile confronto, tanto era spiccata la linea di demarcazione con il jackie-kennedy-style-1resto del pianeta femminile, che al suo cospetto quanto a classe distava anni luce. Incarnava, ieri come oggi, la distinzione, l’eleganza innata e quasi unica, avulsa da ogni critica. Ebbe anche lei la “sua” borsa, disegnata da Gucci, alla quale seppe abbinare infinite altre valide occasioni per essere ricordata, legate al suo presentarsi e non al becero pettegolezzo. Coglierla in errore, impossibile: non sbagliava un colpo. Che si trattasse di uscite mondane, di tempo libero, di vacanza, di sole o gelo, di calma o minuti contati. Gli scatti testimoniano; le mises pastello di Oleg Cassini hanno girato il mondo, ammirate sulle pagine di rotocalchi sfogliati con avida curiosità, non di meno la meravigliosa semplicità dell’abbigliamento caprese, copiato da generazioni con palese inferiore successo. Erano gli anni Sessanta, sbarcava all’ombra dei faraglioni con il suo look, divenuto emblema dell’isola: t-shirt, pantaloni e sandali infradito, talvolta perfino a piedi nudi. Non era azzimata, le pose le lasciava a chi ne necessitava, JacKie era dotata di allure irraggiungibile che o possiedi o sogni, e non sussumi neppur studiando con sacrificio maniacale. Non si eredita, è un modo di essere, si evince da movenze, talvolta finanche dal tacere. Brillava di personalità e sapeva divertirsi con il guardaroba, ad ante spalancate c’è da scommettere non titubasse affatto. Giocando con stili differenti, senza mai annoiarsi, un’attrice da piùK. ruoli. Lanciò maxi occhiali, foulards e cappelli portati alla sua maniera, creò un suo stile inconfondibile.
Per tutta la vita costituì un ideale, mai imitato interamente, proprio perché eccezionale.

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