Se telefonando

Luci & Ombre | Usi e costumi

Questi due scatti, pescati nel web, raccontano svaghi diversi, fotografando il modo d’intendere e vivere il tempo libero: ieri e oggi, apertura e chiusura, condivisione e solitudine. 
Dicono tutto, attraverso il gioco; sia le immagini, queste postate, sia i bambini incollati ai telefonini davanti ad occhi distratti.
Chiavi di lettura persuasive, una predominante, che se letta coerentemente potrebbe almeno limare, se non correggere, tali storture.
Si regge sull’insegnamento di fatto: quello che oggi non viene offerto né dai genitori né dall’universo degli adulti, impegnati a filmare e riprendere qualunque istante della giornata. Telefonini considerati indispensabili, onnipresenti; posti sulla tavola accanto a posate e bicchieri, pronti ad immortalare l’ennesima deglutizione, per poi schiaffarla sul social prescelto. Senza sosta e senza criterio.

Children using technology

Le spugne, ovvero i figli piccoli, assorbono e ripetono, metabolizzando modelli altamente sconvenienti. Mamme che si immortalano notte e giorno, regine del selfie inutile, intente a non vivere momenti intimi, ma attente a scattare flash a ripetizione seguendo un copione banalmente noioso.
La regia, infatti, prevede ciak non d’autore, una solita serie di pose pilotate, con protagonista la povera creatura: dalla prima ecografia, al parto, alla recita, alle scarpette indossate, al sorriso imposto.
E c’erano una volta nascondino, la campana, ruba bandiera, il telefono fisso, le cadute, l’aria e la socializzazione.
La tecnologia odierna aiuta, nessuno la condanna, ma va dosata, soprattutto se la si affida a chi è in età scolare. Il buon esempio, quello sì che fa miracoli.

Condividi su facebook
Condividi su twitter

Se telefonando | annarita.net