Se telefonando

L di libri…”LETTURE DA LEGGERE”

Gli occhi rincorrono affamati parole e pensieri, mai sazi di quelle pagine cariche di significati, e le dita sfogliano agili fogli consunti dal tempo in un crescendo di curiosità e coinvolgimento. Sensazioni percepite quando ci s’imbatte in una lettura di un certo spessore, non noiosa seppur di mole assai corposa. Piacevole è spaziare onnivoramente tra generi e colori, fondamentale saper selezionare: dal giallo al nero fino al rosa, dalla saggistica alla narrativa, includendo altro ancora, evitando parte della copiosa fuffa in bella mostra su scaffali commerciali.

Libri antichi online fotografia
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I dati dell’Istat rincuorano, dopo l’insofferenza registrata negli anni passati parrebbe tornato un vivace interesse; gli italiani riscoprono libri e, con una netta inversione di marcia, ne apprezzano più la versione cartacea, innegabilmente di maggior fascino. I richiami giungono da luoghi vicini e lontani con un unico liliale obiettivo, avvicinare a testi di nuovi autori e proporre volumi di veri scrittori, non dimenticando la letteratura autorevole . Al festival di Mantova segue l’evento Bookcity di Milano, ricordando la rilevante fiera di Francoforte in corso in questi giorni, tanto per citare ciò che accade nel periodo autunnale. Non solo, non passano inosservate librerie storiche e famose, alcune di una beltà assoluta, pronte ad attrarre perfino menti poco avvezze agli scritti.
Viene il dubbio, tuttavia, che ad alzare la media contribuiscano casi isolati, come quello citato recentemente dal quotidiano La Stampa e davvero sorprendente; la pensionata da guinnes, in soli sei mesi capace di divorare più di duecento libri presi in prestito dalla biblioteca della città in cui vive. Non si conoscono i titoli, certo, ma il numero impressiona!
I parecchi che dichiarano di trascorrere tempo in compagnia di romanzi, sono gli stessi ad inciampare in strafalcioni sintattici degni di copyright, sollevando così perplessità sulla scarsa qualità delle opere scelte, dando per buona la veridicità delle affermazioni.
Un suggerimento valido lo offre un grande vecchio, con rispetto parlando, del giornalismo, Eugenio Scalfari. Prescindendo dalle idee politiche, non oggetto d’interesse in questa sede, soffermarsi sul suo recente parere espresso, non è errore. Egli confessa di non utilizzare Internet, primo imput da cogliere al volo specie da quei ragazzi che navigano solo per quelle acque, esprimendosi oramai unicamente attraverso monosillabi, parole tronche ed emoticons. Spiega poi Scalfari, di leggere in abbondanza e di scrivere altrettanto. Seconda pillola di saggezza; un articolo corretto (uno dei suoi, per esempio) aiuta di gran lunga più di volumetti insignificanti e spesso colmi di errori o di insulsi anacoluti liberi nell’etere. Fa eco il collega dell’Espresso, Umberto Eco, esortando a scoprire infiniti mondi precedenti e paralleli avvalendosi di stimolanti letture, trascurando lo spam che circola spesso sui social assorbendo fiumi di attenzioni sprecate.
Semaforo verde all’arricchimento verbale, dilettevole, impegnato o gaiamente leggero, giammai scialbo.

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