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|Luoghi|”Lugano”

Luccichii di acque dolci, ordine ovunque si posi lo sguardo, aria salubre e colori tersi sono solo alcune prerogative della vivibilissima Lugano, perla del Canton Ticino nel sud della Svizzera.
Raggiungibile facilmente, sa regalare un’atmosfera gradevole, risultando completa ed ecletticamente articolata: gallerie d’arte, negozi con fiocchi e controfiocchi, locali di lunga memoria, botteghe rinomate, musei autorevoli e reali paesaggi da cartolina.
Qualche ora spaziando tra interessi, accarezzati da correnti alpine, rende manifesto quanto fino ad ora enunciato; la città è animata, ricca, povera soltanto di smog. Pacifica e frizzante, ossimoro puramente lessicale, verità accertata, conoscendola. Scelta, non a caso, per fughe lampo da una Milano che ha perso un po’ smalto e sguazza nell’inquinamento, ritrovando qui boccate di ritemprante ossigeno. Tappa d’obbligo, la curata e di animo elvetico Cernobbio, ideale per introdurre e lasciar presagire quel certo tipo di clima, basato sull’armonia dell’intero territorio. Con l’avvento del LAC, polo artistico-culturale cosmopolita, la città punta a sottolineare aspetti oggettivamente positivi e a scrollarsi di dosso lo stereotipo legato alla finanza e all’evasione fiscale.

LAC | scatto Bo
LAC | scatto Bo

Mantenendo il primato di piazza bancaria internazionale, ma cedendo volentieri a Panama city altre etichette meno edificanti. L’ampio spazio in granito che ospita questa nuova versatile presenza si affaccia sul lungolago, protetto dal monte Generoso, accanto a quello che fu il Grand Hotel Palace, in un perfetto equilibrio di moderno e classico. Poco distante, qui è tutto un concentrato, è il municipio ha sottolineare l’importanza della centralità, con alternanza di palazzi storici e caffè invitanti. Non passa inosservata la vecchia tabaccheria, ricercata nel rievocare uno stile di una volta, sempre più raro. Dietro l’angolo, fa capolino via Nassa, nulla da invidiare al celebre quadrilatero griffato. Prada domina la scena, tra pavimenti a scacchi e velluti verdi, seguita a ruota dai soliti noti, saggiamente ubicati.

Prada | via Nassa
Prada | via Nassa

A tenere alta e sventolante la bandiera della tradizione, due nomi: Gabbani e il Grand Café al Porto, a pochi metri di distanza. Il primo nasce come micro salumeria, e oggi non ha confini gustativi, offrendo svariate proposte gastronomiche. L’altro, è il salotto bene luganese, presente dai primi dell’Ottocento. Una nota stona, ricordando quanto sia quasi irraggiungibile la perfezione; anche qui ha attecchito il seme della atipicità, con un banale fast food, ingiustamente baciato dal sole, a ridosso dello specchio lacustre. Certamente non farà proseliti, spiccano gusti di altro tenore. Girare tra castelli, isole, verde, architetture naturali o ben costruite, spaziando tra cantoni, paesaggi e stagioni, assaporando le bellezze made in Swiss, è un viaggio tra cultura, panorama e gusto.

Lugano | scatto Bo
Lugano | scatto Bo
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